Verso una città femminista: Sabato 11 Giugno CHEAP torna in Bolognina con un nuovo momento pubblico

 

“TACI, anzi PARLIAMO – il femminismo è la soluzione” è un progetto di CHEAP, realizzato con il sostegno della Regione Emilia- Romagna.

Da Aprile a Settembre, 2022 prevede un intervento di arte pubblica, un programma di incontri, workshop nelle scuole e una serie di podcast.

Sabato 11 Giugno il contributo alla conversazione pubblica tocca il tema del percorso verso la costruzione di una città femminista: insieme ad ospiti e alleate, CHEAP vi invita alle 18 al Mercato Albani della Bolognina.

 

TACI, anzi PARLIAMO | talk vol. III

11.06.22 H 18.00
MERCATO ALBANI
Angolo Via Nicolò dall’Arca
Bologna

verso una città femminista

ne parliamo con

Azzurra Muzzonigro e Florencia Andreola | Sex and the city Milano

Serena Olcuire e Federica Castelli | Iaph Italia

Francesca Perani | Rebel Architette

a seguire
dj set | Trinity

 

SEX & THE CITY è una lettura di genere degli spazi urbani che persegue il superamento dei dualismi conflittuali tra maschile e femminile, produzione e riproduzione, spazio pubblico e spazio privato.

Sex & the City è un’associazione di promozione sociale che osserva le città da un punto di vista di genere, e lo fa attraverso progetti specifici, teorici e pratici, una serie di incontri pubblici e un progetto di ricerca. In questo modo, cerca di costruire un quadro capace di integrare la dimensione di genere nella riflessione sulla città, così da fornire uno strumento utile a formulare politiche che possano organizzare gli spazi puntando al benessere di tuttə, cittadine e cittadini.

Il progetto è a cura di Florencia Andreola e Azzurra Muzzonigro.

Azzurra Muzzonigro è architetto, curatrice e ricercatrice urbana indipendente. Ha conseguito un MSc in Building and Urban Design in Development alla Bartlett UCL e un PhD in Urban Studies all’Università degli Studi Roma Tre.

Dal 2014 al 2019 è stata professore a contratto presso il Politecnico di Milano in progettazione urbana.

Tra il 2013 e il 2017 ha coordinato la ricerca urbana e progetti curatoriali presso Stefano Boeri Architetti.

Nel Giugno 2015 ha fondato Waiting Posthuman Studio, una piattaforma di ricerca multidisciplinare a cavallo fra arte, architettura, urbanistica e filosofia.

Florencia Andreola si laurea in Architettura al Politecnico di Milano ed è dottore di ricerca in Storia dell’Architettura. Si interessa di sociologia, politica e delle varie discipline che ibridano la ricerca sull’architettura e la città.

Nel campo della storia e della critica dell’architettura contemporanea, scrive articoli e saggi, partecipa alla produzione di contenuti progettuali a finanziamento pubblico (FOAMi), cura e coordina attività culturali.

 

IAPh-Italia è un sito dedicato a promuovere l’informazione, la discussione e la collaborazione tra coloro che, impegnate nell’insegnamento e nella ricerca in luoghi non solo accademici, coltivano la passione per la filosofia a partire dal pensiero di donne.

Serena Olcuire è assegnista di ricerca in Tecnica e Pianificazione Urbanistica al DICEA-Sapienza Università di Roma, dove ha conseguito il dottorato con una tesi sulle geografie urbane delle sex workers e le nuove forme di governo dello spazio pubblico.

Fa parte della redazione della rivista scientifica “Tracce Urbane” e collabora con il Master Environmental Humanities (Università di Roma Tre), per il quale cura il modulo Territori marginali, e con il Laboratorio di Studi Urbani (DICEA Sapienza). Con le compagne dell’Atelier Città (Iaph Italia), che affronta le infinite relazioni che legano genere e spazi urbani, ha curato il volume La libertà è una passeggiata. Donne e spazi urbani tra violenza strutturale e autodeterminazione.

Federica Castelli è assegnista di ricerca in Filosofia Politica presso l’Università Roma Tre. Laureata in Scienze filosofiche presso la stessa università, ha conseguito un Dottorato di ricerca presso l’Università di Modena e Reggio Emilia con una tesi dal titolo: Corpi in rivolta. Una ricognizione filosofica su conflitto e politica.

È coordinatrice e tiene lezioni per Master di I livello “Studi e politiche di genere” e per il laboratorio “Lineamenti teorico-politici di femminismi, genere e differenza” presso l’Università Roma Tre.

È redattrice di DWF – Donnawomanfemme, rivista del femminismo romano, con cui ha iniziato a collaborare dal 2009. Dallo stesso anno fa parte della redazione di IAPh Italia- Associazione Internazionale delle Filosofe, di cui dal 2016 è membro del consiglio direttivo.

La sua ricerca ruota attorno ai temi della forza e del conflitto in politica, con particolare attenzione all’esperienza dei corpi sessuati nel contesto delle rivolte e al rapporto tra conflitto, corpi e spazi urbani.

 

 

RebelArchitette è un’associazione APS nata come collettivo di archi-attiviste creative che coltivano la consapevolezza della necessità della parità dell’architettura a livello nazionale e internazionale.

La promozione di ruoli al femminile, la diffusione del titolo professionale Architetta, il monitoraggio di eventi di settore a prevalenza maschile, la collaborazione con altre reti internazionali e attività di mentoring sul territorio sono le principali azioni del gruppo rivolte sia alle nuove generazioni di architette e architetti sia a tutti gli enti che si occupano della promozione dell’Architettura e del Design.

Francesca Perani è un’architetta e un’istigatrice. Formatasi tra Italia, Belgio, Australia e Regno Unito, ora lavora dal suo studio a pochi minuti da Bergamo, progettando case, allestimenti temporanei, interfacce interattive e momenti di condivisione e collaborazione. Gli anni di esperienza l’hanno aiutata a maturare un approccio che parte dall’individuale per arrivare al collettivo, sviluppando un paradigma di pensiero, e di approccio all’architettura di interni, che ben si confà al cambiamento culturale che ci auguriamo tutti: la sua convinzione è infatti che l’unico modo per uscire dagli schemi e dalle piccole realtà sia quello di puntare tutto sulla condivisione. Si definisce architetta radicale, attivista e designer, ma la sua professione sembra quasi più una naturale conseguenza della metodicità con cui si è concentrata nel portare il tema dell’inclusione in ogni suo lavoro, espandendolo ogni volta sempre oltre i confini del progetto contingente.