Il progetto della città femminista

In questi giorni siamo in strada per parlare di città femministe, di depatriarcalizzazione dello spazio pubblico, di cura e del desiderio di costruire una città che accolga.

Abbiamo condiviso pratiche, visioni, immaginari insieme a compagne da altre città, da altri paesi.

Al centro di tutto, c’è il lavoro di collectiu PUNT6, un collettivo femminista con base a Barcelona che, tra le altre cose, è stato con noi a Bologna per presentare il libro intervista “il progetto della città femminista” (LetteraVentidue), realizzato insieme a Sex and the City: da questo testo sono tratti i manifesti di CHEAP in strada a Bologna.

Attraverso il racconto della loro esperienza ventennale, il collettivo catalano illustra un approccio radicale alla progettazione urbana: porre la vita quotidiana e la #cura al centro per decostruire un modello di città patriarcale, capitalista e disegnato attorno a un soggetto universale, implicitamente maschile.

L’obiettivo del lavoro di Col·lectiu Punt 6 – e dunque dell’#urbanistica #femminista – è realizzare spazi urbani più giusti, sicuri e accessibili per tutte le soggettività, in particolare quelle storicamente marginalizzate.
Con questo sguardo femminista pensiamo sia necessario progettare la città, reimmaginare modelli di cura e di relazione.

con il sostegno della Regione Emilia Romagna

le fotografie sono di Margherita Caprilli

Il progetto della città femminista