nota a MARGINE
un progetto di CHEAP con WeWorld
Con le persone – dal margine al centro
WeWorld lavora dove le disuguaglianze si fanno più profonde: ai margini geografici, economici e sociali. Non per “portare al centro” chi sta ai bordi, ma per costruire insieme un centro diverso: più ampio, più giusto, capace di accogliere.
Il margine, per WeWorld, non è periferia da colmare, ma territorio da ascoltare. Significa stare accanto a chi oggi non ha accesso al potere, ai diritti, alla rappresentanza – donne, bambine e bambini, comunità in contesti di guerra, minoranze, persone senza cittadinanza, chi vive in povertà.
Costruire ponti, creare strumenti di accesso, ampliare lo spazio di parola: è così che WeWorld immagina un centro poroso e mobile, in cui tutte e tutti possano riconoscersi.
CHEAP e WeWorld – una collaborazione dal margine
Da anni CHEAP e WeWorld camminano insieme. La scelta di WeWorld di rivolgersi a CHEAP non è casuale: da oltre dieci anni, attraverso il linguaggio della poster art e dell’arte pubblica, CHEAP porta nello spazio urbano narrazioni che scardinano l’ordine simbolico dominante.
Nei manifesti incollati per le strade, nei muri trasformati in pagine collettive, CHEAP ha dato voce a ciò che abitualmente resta invisibile. Ha portato al centro della città linguaggi, immagini e parole che nascono dai margini, per ridisegnare il paesaggio visivo e mentale di chi attraversa lo spazio urbano.
È da questa esperienza – fatta di estetica, politica e ascolto – che nasce la nuova collaborazione.
CONTRO – la romanticizzazione del margine
Parlare di margini non significa mitizzarli: nel margine si concentra un gap di potere, di diritti – e, troppo spesso, anche di bellezza.
Per questo rifiutiamo ogni retorica consolatoria. Non vogliamo rappresentare i margini come luoghi eroici o poetici: sono spazi di conflitto e mancanza, dove le disuguaglianze sono reali. Il margine non è uno slogan: è un terreno fragile e politico, al centro di un dibattito culturale e sociale che in Italia – come altrove – attraversa musei, teatri, case editrici, ma anche collettivi, associazioni, spazi politici.
In un’epoca di nuove disuguaglianze, la sfida non è raccontare il margine, ma costruire strumenti perché il margine prenda parola.
nota a – MARGINE
Da questa consapevolezza nasce nota a MARGINE, un progetto di CHEAP per WeWorld.
Un intervento di public art nel cuore di Bologna: 15 poster installati sulle bacheche del centro storico, pensati come memorandum, come promemoria critico, come appunti per orientare lo sguardo.
Non una campagna didascalica, ma un contributo a una conversazione collettiva. Non la conclusione di un percorso, ma una tappa, un gesto che apre domande più che chiuderle.
Un lessico minimo per ricordarci che il margine non è da addomesticare, ma da ascoltare.
Un modo per incidere nello spazio urbano, per incrinare la superficie del centro e aprire fessure da cui far passare altre voci, altri immaginari, altre possibilità.
Una conversazione aperta
nota a MARGINE è un gesto situato. Non risolve la questione del centro e dei margini: la rilancia, la mette in strada, la scrive sui muri.
È una nota scritta a lato di un testo collettivo, che chiede di essere letta, ampliata, trasformata in voce plurale.
Per WeWorld, questo tema attraversa la propria missione e non si esaurisce in un progetto o in un festival.
Per CHEAP, significa ribadire il potere dell’arte pubblica di inserirsi nello spazio urbano come voce critica e corale.
Per tutte e tutti, significa raccogliere quella nota a margine e trasformarla in appunto condiviso, in traccia comune per immaginare un centro più grande.
Ne parliamo anche
Domenica 12 ottobre – TALK, ore 18:30-19:30 @ DAS (Dispositivo Arti Sperimentali)
DAL MARGINE – storie, potere, contronarrazioni
Con CHEAP, Andrea Comollo (WeWorld), I-Chen Zuffellato (Performer), Elena Stancanelli (Scrittrice e sceneggiatrice), Valentina Perniciaro (Fondatrice Tetrabondi).
Il margine è spesso raccontato da chi non lo vive. La narrazione finisce così per sostituire l’ascolto, ignorando le voci e le esperienze di chi, quel margine, lo abita ogni giorno.
Quando le storie dei margini entrano nel discorso dominante, rischiano di essere semplificate, addomesticate, neutralizzate.
Quali contronarrazioni possono aprire nuove strade, restituendo voce e potere a chi vive davvero quei confini?
A partire dalla campagna di affissioni realizzata con CHEAP, questo talk apre uno spazio di confronto sul potere del racconto e sulle sue implicazioni.
Un punto di partenza per condividere esperienze, tensioni, storie: con artiste, attiviste e narratrici che lavorano da dentro il margine, non su di esso.
la gallery fotografica è di Michele Lapini





