LOTTA LIBERA: una nuova affissione insieme ad Amnesty Italia

Tutti i manifesti sono scaricabili QUI

 

Una nuova campagna di affissioni firmata da CHEAP con Amnesty contro il DL Sicurezza: LOTTA LIBERA  si oppone apertamente al DL Sicurezza approvato dal governo Meloni in Consiglio dei Ministri.


Una presa di posizione netta contro un dispositivo normativo che minaccia la libertà di espressione, introduce pene più dure per chi protesta, criminalizza il dissenso, colpisce chi manifesta, occupa, sciopera. 

Un testo che interpreta il conflitto come un crimine  e non come segnale di una democrazia viva.

Un’impostazione culturale e politica che equipara la protesta al crimine, il dissenso alla devianza.

LOTTA LIBERA rifiuta questa visione. 

Lo spazio pubblico è il suo campo di azione: luogo di confronto, di espressione, di rivendicazione.

Sicurezza non è controllo, ma giustizia sociale. La libertà non è un concessione ma un esercizio. Le lotte non vanno represse, ma riconosciute come parte legittima della trasformazione collettiva.

 

Questa legge non è un caso isolato.

 

È parte di una visione autoritaria che accomuna i governi reazionari in Europa e nel mondo.
Dal governo Meloni all’estrema destra ungherese e francese, fino al ritorno della retorica trumpista negli Stati Uniti, si rafforza un fronte transnazionale che fa della repressione il suo linguaggio comune.

La logica è la stessa: militarizzazione delle città, riarmo degli Stati,  ossessione per il “nemico interno”, retoriche d’odio contro migranti, minoranze di genere, dissidenti.

 

Un modello di “ordine” che punisce chi è già ai margini e protegge solo chi si conforma.

 

Trump ha legittimato questa ideologia del castigo, trasformando la politica in un reality di paura e repressione.


La sua politica – muri, gabbie, repressione delle proteste antirazziste, divieti per le persone trans – ha ispirato partiti, leggi e governi ovunque. Il DL Sicurezza italiano si muove lungo lo stesso asse.

Come afferma Françoise Vergès in Un femminismo decoloniale,

“La sicurezza come viene oggi definita è una sicurezza coloniale: protegge alcuni, elimina altri. Non è una forma di cura collettiva, ma una gestione necropolitica dei corpi.”

 

LOTTA LIBERA è un’affissione, ma propone  anche alleanze.


Invitiamo ad attivarsi, ad aderire  alla rete di soggetti che rifiutano il paradigma punitivo e vogliono immaginare, insieme, una società diversa.


Una visione alternativa si fonda su:

Investimenti nel welfare, non in carcere e polizia. Salute mentale, reddito, casa, scuola: sono questi gli ambiti che generano reale sicurezza per le persone.

 

Spazi pubblici accessibili e aperti al dissenso. La libertà di manifestare, studiare, organizzarsi, criticare: è questa la base della democrazia.

 

Riconoscimento delle soggettività marginalizzate. Sicurezza per le donne, le persone LGBTQIA+, le persone migranti, l* lavorator* precar*: non significa più controllo, ma più diritti e libertà.

 

Serve un cambio di paradigma: dalla “sicurezza punitiva” alla cura collettiva, dalla repressione alla cooperazione sociale, dalla paura alla solidarietà organizzata.

 

Lotta libera, il dissenso occupa spazio.

 

 

Tutti i manifesti sono scaricabili QUI

 

 

foto di Francesca Poggioli

 

 

LOTTA LIBERA il dissenso occupa spazio