ACHTUNG BANDITEN: i manifesti di CHEAP per il 25 Aprile 2026
“ACHTUNG BANDITEN” è il nome del nuovo intervento di arte pubblica realizzato dal collettivo CHEAP, che in occasione dell’anniversario della Liberazione il 25 aprile, interviene nello spazio urbano di Bologna attraverso una serie di poster realizzati a partire da fotografie provenienti da archivi della Resistenza antifascista, sia istituzionali che familiari.
Le immagini ritraggono partigiane e partigiani lontani dall’iconografia eroica e armata: volti in abiti civili, spesso sorridenti, talvolta in formato fototessera. Immagini quotidiane che disinnescano la retorica del combattente solitario e restituiscono la Resistenza come esperienza collettiva, diffusa, attraversata da corpi e soggettività molteplici.
“A marzo abbiamo trascorso alcuni giorni nel Parco storico di Marzabotto, all’interno di una scuola femminista di immaginazione radicale. In un luogo così carico della storia partigiana e dell’eccidio nazifascista, la Scuola di Pace di Monte Sole ci ha sollecitate a riflettere sull’iconografia della lotta: quella dell’eroe maschio, solitario, con il fucile in spalla, proiettato verso il proprio destino di gloria o martirio. Eppure la Resistenza è stata prima di tutto un’esperienza di comunità, fatta da persone comuni, diverse per età, genere, classe, razza e provenienza. Da qui nasce il nostro percorso: provare a restituire questa complessità, questa dimensione corale”.
Su questi volti si innesta un elemento di attrito: la scritta ACHTUNG BANDITEN, formula utilizzata dalle truppe nazifasciste per segnalare e criminalizzare chi partecipava alla lotta partigiana. Il dispositivo visivo mette così in cortocircuito due narrazioni opposte: da un lato la dimensione intima, umana e condivisa della lotta antifascista; dall’altro il linguaggio del potere, che nomina il dissenso per delegittimarlo, isolarlo e reprimerlo.
Nel presente, segnato dall’avanzata globale delle destre e dal rafforzamento di dispositivi repressivi che ridefiniscono il dissenso come minaccia, l’antifascismo
viene progressivamente delegittimato, sorvegliato e criminalizzato. Non si tratta di un’anomalia, ma di una strategia: nominare per isolare, classificare per colpire.
“Quello che sta accadendo in Europa non è una semplice stretta securitaria, ma un passaggio politico più profondo. Dall’esperienza di Trump all’Ungheria di Orbán, fino alle proposte avanzate anche in #Italia, si afferma un paradigma che trasforma l’antifascismo da pratica democratica a minaccia terroristica. Il caso di Ilaria Salis e di Maja T, detenute in Ungheria, lo mostra chiaramente: chi si oppone a manifestazioni neonaziste viene trattato come parte di un’organizzazione criminale. Non è solo repressione, ma una ridefinizione di ciò che è legittimo. Eppure l’antifascismo non è un’opinione tra le altre: è una radice costitutiva dell’Europa democratica, nata dalla Resistenza. Criminalizzarlo significa colpire il fondamento stesso della sua legittimità”.
ACHTUNG BANDITEN riattiva un immaginario storico per esporre questa continuità e prenderne parte. I “banditi” non sono una figura del passato, ma una categoria politica che si rinnova ogni volta che il potere trasforma il dissenso in reato. I manifesti non si configurano come un gesto commemorativo, ma come un intervento critico che rende visibile un conflitto tuttora aperto tra l’antifascismo, inteso come pratica controegemonica, e il potere.
La realizzazione del progetto non sarebbe stata possibile senza l’apporto dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri – Milano e dell’Istituto Storico Parri – Bologna Metropolitana, né senza il contributo dell’Unione Nazionale Femminile o quello dell’Associazione Nazionale Ex Deportati nei campi nazisti.
PH Margherita Caprilli











