108

Il muro di cinta dell’Austostazione rappresenta per Cheap una costante fin dalla prima edizione del Festival (maggio 2013); ad oggi ha infatti ospitato gli interventi site specific di 4 street artist internazionali. Qui 108 ha realizzato 43 forme del caos, progetto composito che prevede l’integrazione in un’unica unità di 250 metri quadrati di muro e 43 spazi affissivi, scanditi in 13 moduli composti ciascuno da un trittico di bacheche: una centrale (200×140 cm) affiancata da due di dimensioni più ridotte (100×140 cm).

Attivo negli spazi urbani dalla seconda metà degli anni Novanta, 108 proporrà un intervento che, già dal titolo, si annuncia in assoluta continuità con il centro della sua ricerca artistica e stilistica, che si identifica con un rigoroso studio della forma astratta a cui fa da corollario la forte importanza attribuita alla componente simbolica e, in particolare, ai numeri.

Vero e proprio strumento di esplorazione dell’ignoto, dell’inconscio e al tempo stesso mezzo per ricongiungersi alla parte magica celata sotto la superficie della realtà, il metodo adottato da 108 nella realizzazione delle sue opere assume un’importanza centrale e si pone all’intersezione tra un procedimento molto personale, intriso di spiritualismo quasi sciamanico, e influenze surrealiste che si esplicano in un’improvvisazione fluida e libera propria del disegno automatico.

La centralità della forma nella poetica dell’artista è sottolineata anche dal registro cromatico adottato, che viene ridotto all’essenziale con una netta predilezione per il nero, colore che favorisce un’assoluta concentrazione sulla parte compositiva e che domina in effetti anche i 43 poster dipinti a mano su carta bianca che verranno installati sugli altrettanti billboard che scandiscono il muro di cinta dell’Autostazione.

Numero simbolicamente legato al caos, il 43 viene indagato da 108 per mezzo di altrettante forme imponenti, ora più liquide, ora più frastagliate, che rappresentano il primo polo del dualismo che compone un’unità risolta poi per contrasto.

La superficie muraria su cui sono installate le tabelle affissive, infatti, si distacca nettamente dai poster, pur dialogando con essi. Caratterizzato da uno sfondo turchese, il muro sarà infatti arabescato da elementi minimi tono su tono che compongono pattern minuziosi a contrasto, realizzati con un procedimento più lento, dettagliato, simile al processo da cui nasce la creazione di un mandala.

108 per CHEAP | gennaio 2016 | Art City | Bologna