SABOTAGE | il video della CALL for ARTIST di CHEAP

“SABOTATE con grazia”: nel gennaio 2019, questo invito si poteva leggere su un poster nelle strade del centro di Bologna. Poco dopo è arrivato anche “DISOBBEDITE con generosità”, seguito da “DEMISTIFICATE con stile”. Dai poster cartacei e fisicamente installati in strada ai social è stato un attimo: il messaggio è diventato virale.

Si trattava del lancio dell’annuale call for artist di CHEAP street poster art, il progetto di arte pubblica fondato 7 anni fa proprio a Bologna: ogni anno CHEAP propone una suggestione a cui grafici, fotografe, illustratrici e visual artist rispondono con l’invio di poster digitali che, dopo una selezione iniziale, vengono stampati su carta ed affissi sulle bacheche del circuito CHEAP on BOARD, alcune centinaia di bacheche dismesse che CHEAP ha riportato in vita sviluppando con continuità interventi di street poster art, comunicazione sociale e promozione di eventi legati al contemporaneo.

 

 

Il tema della call for artist del 2019 è SABOTAGE: nonostante l’immaginario rimandi a pratiche tipiche della street art come l’adbusting o il detournement, nonostante sia con ogni evidenza immanente la connotazione politica di un sabotaggio come tecnica di resistenza, la call veicola una delle grandi eredità di Eco, cioè l’invito alla guerrilla semiologica.

Umberto Eco, che già a Marzo aveva influenzato un intervento di CHEAP con delle illustrazioni inedite Pasquale Todisco aka SQUAZ dedicate al libro “Il Fascismo Eterno”, suggerisce una pratica di la pratica di opposizione, chiamata appunto guerriglia semiologica, tesa a ribaltare nei processi comunicativi il rapporto gerarchico e di consenso passivo tra il mittente e il destinatario.

Da qui l’invito di CHEAP a produrre nuovi segni, significare e risignificare: contestando su carta, concedendo nuove inferenze grafiche, delimitando nuovi percorsi narrativi nello spazio di un poster.
Una richiesta tesa a produrre criticità a cui ha fatto seguito una risposta di hacking collettivo, su cui di fatto si basa tutto il meccanismo della call for artist del progetto: un’azione di ibridazione dei linguaggi che costruisce un discorso collettivo, indaga tematiche attuali a partire dal basso, tenta di ricomporre i singoli discorsi in una narrazione plurale.

E la risposta sta tutta nei 1.000 poster ricevuti da 4 continenti, la cui selezione è ora affissa sugli spazi urbani di CHEAPonBOARD nelle strade di Bologna: dai Viali al centro pedonale, la città è attraversata da gallerie di poster installati su più di 100 bacheche, mentre sul web si moltiplicano le foto con l’hashtag #CHEAPfestival che ritraggono l’azione di street poster art negli scorci più suggestivi della città, da vicolo Alemagna a Via dell’Abbadia.

Fotografia, graphic design, lettering, illustrazione e collage: i poster realizzati con le diverse tecniche arrivano dall’Italia e da altri paesi europei, così come da Russia, Messico, Canada, Argentina, Cina, Bolivia e Australia – un abbattimento dei confini nazionali su carta.

E anche una miriade di pratiche visive eterogenee, dove il tema del sabotaggio viene affrontato in maniera ironica, politica e inattesa, sui temi del femminismo e del queer, toccando suggestioni ambientaliste, affrontando in modo tagliente l’attualità politica, passando dal pop al trash senza farsi mancare una deriva graphic nerd. C’è tutto, anche quello che non vorreste vedere.

Il video è di Dario Barletta