Ringrazia una femminista: la campagna di School of Feminism affissa da CHEAP a Bologna

“Se sei donna e puoi votare, ringrazia una femminista.”

Il poster, con la scritta a caratteri cubitali e la grafica di una mano che inserisce la scheda di voto nell’urna elettorale, è affisso sul muro rosso sangue dell’autostazione di Viale Masini a Bologna.

Ed è seguito da un’altra quarantina di poster che ricordano che se sei donna e puoi divorziare, leggere i libri che desideri, utilizzare anticoncezionali, indossare i pantaloni, andare all’università, interrompere una gravidanza, avere un tu stipendio e testimoniare in tribunale in tua difesa, allora dovresti ringraziare una femminista.

Si tratta dell’ultima affissione di CHEAP, il progetto di street poster art attivo a Bologna dal 2013 e fondato interamente da donne. Da sempre, le energie femministe attraversano gli interventi in strada: a ottobre dell’anno scorso, lo stesso muro di Viale Masini aveva ospitato l’intervento dell’artista canadese Miss Me, sul tema della lotta alla violenza di genere. Oggi la campagna affissa arriva da School of Feminism, una piattaforma internazionale che promuove il femminismo nella società attraverso l’istruzione e la comunicazione. La campagna, resa disponibile online in diverse lingue, è stata tradotta anche in italiano ed è visibile sulle bacheche di CHEAP.

A guardare tutto l’intervento si scorge però un’incongruenza: uno dei poster recita “Se sei donna e puoi praticare uno sport professionistico, ringrazia una femminista. In Italia, atlete come Paola Egonu della nazionale di pallavolo o Aurora Galli della nazionale di calcio non sono riconosciute come professioniste nonostante pratichino i rispettivi sport a livello professionistico: nel nostro paese tutte le atlete sono inquadrate giuridicamente come dilettanti.

Il poster è un errore? CHEAP preferisce pensare che sia un memo: il femminismo è più che mai necessario, così come è necessario ricordare che i diritti delle donne sono stati conquistati attraverso anni di lotte politiche e sociali per cui dovremmo tutt* ringraziare chi le ha guidate.

Se sei donna e puoi affiggere un poster, ringrazia una femminista.

foto di Michele Lapini

 

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