Il Ratto dal Serraglio di UFOCINQUE e WERTHER per Il Teatro Comunale

Il primo intervento dell’anno sul circuito CHEAP On Board è realizzato da UFOCINQUE e WERTHER per la Fondazione Teatro Comunale di Bologna. Dal 3 gennaio 2017 è visibile l’installazione di 23 poster sulla centrale in Via dell’Indipendenza.

Saranno i sei ritratti dei protagonisti de “Il Ratto dal Serraglio” di Wolfang Amedeus Mozart a guardare i passanti da sotto il porticato di Via Indipendenza per tutto il mese di Gennaio. E’ infatti alla prima opera della stagione lirica al Teatro Comunale che s’ispira l’intervento dei due artisti Ufocinque e Werther Banfi che con la consueta loro tecnica di linee e puntinismo in bianco e nero, ci portano negli Anni Venti del Novecento, richiamando all’ambientazione che Martin Kušej darà a questa messa in scena dell’opera presentata dal 20 al 29 di gennaio al Teatro Comunale di Bologna. Si susseguono così gli sguardi di Osmin, Pedrillo, Selim, Belmonte, Konstanze e Blonde che hanno volutamente i volti degli interpreti in scena a Bologna, su sfondi arabeggianti che richiamano scenari coloniali.

Ufocinque e Werther sono stati tra i protagonisti della terza edizione di CHEAP Festival con la realizzazione di una grande installazione indoor in carta. Ritornano a Bologna nel 2017 invitati a realizzare questo progetto site specific su Via dell’Indipendenza. Un tentativo di avvicinare il linguaggio della street poster art a quello del grande teatro lirico e della danza, grazie alla collaborazione tra CHEAP e la Fondazione Teatro Comunale. Partnership che prevede anche l’affissione di quattro grandi foto di scena dell’allestimento de L’amor Brujo, spettacolo che la Fura dels Baus porterà al Teatro Comunale il prossimo febbraio.

Vai alla gallery completa a cura di Michele Lapini

 

Gli artisti

Matteo UFOCINQUE Capobianco
Nasce a Novara nel 1981. Dal 1994 è protagonista attivo della scena writing e street-art italiana, con numerosi interventi in spazi di wall-painting abbandonati. Dopo gli studi di Disegno industriale al Politecnico di Milano, inizia un percorso di fusione tra arte e progetto, questo lo porta ad avvicinarsi alla scenografia teatrale. La volontà di diversificarsi dal muro si fonde con l’esperienza scenografica portandolo a creare grandi installazioni in carta ritagliata a mano, consentendogli di trasformare interi ambienti senza intaccarli, rendendo la luce co-protagonista dell’opera. Dal 2007 realizza installazioni per mostre personali e allestimenti in eventi. Nel contesto di un approccio metodologico all’opera sempre più decisamente progettuale, Ufocinque mette infatti al centro della sua produzione l’utilizzo della carta, facendone rivivere appieno la sua origine etimologica (dal greco “charássō”: incidere, scolpire). Resa principale comune denominatore delle sue opere, l’artista la trasla da supporto a mezzo di creazione, fino a renderla opera a se stante grazie alla tecnica del paper cut. Vero e proprio architetto della cellulosa, Ufocinque affianca così sempre più di frequente alla produzione in strada e da studio progetti scenografici composti da una serie di monumentali quinte bianche, in cui il comporre avviene togliendo.

Werther Banfi
Milanese, poco più che trentenne, abbandona gli studi di disegno industriale per muoversi in mezzo a tele, pennarelli e colori. Non si considera uno sperimentatore del segno, ma piuttosto un ricercatore di sintesi tra grafica e pittura, esasperando il punto o la macchia come segno grafico. L’intera ricerca artistica di Werther Banfi – collaboratore storico del noto street artist Ozmo – vive di una costante alternanza di casualità e rigore, di uno studio sulla forma e sulle geometrie che evoca il famoso motto della psicologia della Gestalt per cui “l’insieme è sempre più della somma delle sue parti”. Dopo aver esposto in numerose gallerie e spazi pubblici, nel 2016 l’artista si aggiudica il Premio 43 gradi in Sardegna – zona 9, istituito dallo Studio Casa Falconieri di Cagliari, dove effettuerà una residenza d’artista a settembre.